Galleano | MINISTERO DELLA DIFESA – VALUTAZIONE PERFORMANCE DEL DIRIGENTE SINDACALE – COMPORTAMENTO ANTISINDACALE
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MINISTERO DELLA DIFESA – VALUTAZIONE PERFORMANCE DEL DIRIGENTE SINDACALE – COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

MINISTERO DELLA DIFESA – VALUTAZIONE PERFORMANCE DEL DIRIGENTE SINDACALE – COMPORTAMENTO ANTISINDACALE

Antisindacale la valutazione delle prestazioni del dirigente sindacale fatta dal Ministero della Difesa tenendo conto della ridotta attività del dirigente sindacale in parziale distacco

 

Non è vita facile quella dei dipendenti civili del Ministero della difesa, soprattutto se operano in settori comandati da un ufficiale Militare, che dell’attività lavorativa ha un concetto che spesso non coincide con i normali canoni e con le regole del diritto del lavoro. Ancora peggio se il dipendente civile è un funzionario sindacale che opera part time in quanto segretario provinciale dell’Organizzazione sindacale.

   
Nel nostro caso, il segretario provinciale della UIL pubblica amministrazione era in distacco parziale al 50%, dovendo, appunto, attendere al mandato sindacale ricoperto.

E’ così accaduto che la sua prestazione, svolta in un gruppo di lavoro, in occasione della valutazione annuale delle prestazioni rese dai dipendenti in relazione ad uno specifico progetto (dettagliatamente descritto nell’ordinanza allegata) viene valutata non tanto pro rata temporis, ovvero in relazione al periodo lavorativo ridotto, ma considerando il lavoro svolto in rapporto all’orario pieno di lavoro, è chiaro che così la valutazione finale è falsata : se il mio collega che lavora a tempo pieno produce cento io, che opero part time al 50%, non posso certo rendere la medesima prestazione.

Ma il segretario provinciale in questione, che operava presso un centro militare a Terni, veniva nel 2013 valutato proprio in quel modo, ritrovandosi un punteggio di 1,00, mentre i suoi colleghi, che avevano operato full time, si sono visti riconoscere un punteggio di 1,30.

In realtà, dunque, paradossalmente, il segretario provinciale in orario ridotto, aveva probabilmente lavorato anche di più degli altri colleghi tenuto conto della ridotta presenza al lavoro.

Richiesta spiegazioni al Comandante capo del settore si era visto rispondere, papale papale, che la valutazione da lui ottenuta era conseguenza della ridotta prestazione conseguente all’attività sindacale espletata.

Chiaro che tale situazione non era certamente tollerabile, sicché sia il malcapitato segretario provinciale che il sindacato di appartenenza si sono rivolti al giudice del lavoro, che con la sentenza del       13 luglio 2017 , ha dichiarato l’antisindacalità del comportamento del Ministero ed il diritto del funzionario sindacale ad ottenere una corretta valutazione.

La giustizia, dunque, a volta arriva anche nell’esercito.

Roma, 18 luglio 2017

Sergio Galleano