Galleano | Corte europea dopo la sentenza Mascolo
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Corte europea dopo la sentenza Mascolo

Corte europea dopo la sentenza Mascolo

causa “di ritorno”

 

Solo dopo non poche insistenze (i filmati delle udienza vengono pubblicati sul sito della Corte dopo una o due settimane al massimo) da qualche giorno è comparso il video dello svolgimento della discussione avvenuta il 17 maggio scorso.

 La mancata pubblicazione poteva inizialmente trovare una sua “giustificazione” nell’imminenza delle recenti elezioni amministrative che si sono svolte di li a pochi giorni dalla discussione. Il motivo di tale affermazione risulterà evidente dalla visione del filmato, poiché, a fronte di una sbrigativa relazione del giudice Coraggio che sembrava dare per scontato che il piano della “buona scuola” del Governo avesse fatto venir meno la materia del contendere, i due difensori, l’avv. Vincenzo De Michele e chi scrive, hanno ampiamente spiegato al collegio, con dovizia di particolari ed anche con un certo vigore, che le cose non stavano proprio così e che restava qualche “problemino” da risolvere.

 Ciò spiega il motivo per cui, secondo alcune, attendibili anticipazioni, la Corte non avrebbe deciso la causa nella Camera di consiglio tenutasi il giorno stesso e potrebbe anche orientarsi ad emettere una ordinanza con la quale chiede al Governo di chiarire se sia vero o meno che il problema “scuola” sarebbe stato risolto con la legge 107 del 2015, che ha disposto sia la stabilizzazione di una parte dei precari sia l’indizione di un nuovo concorso per una parte delle cattedre disponibili.

 Al fondo della questione, come si potrà vedere e sentire, vi è in realtà il problema più generale del precariato pubblico, che le più recenti scelte del legislatore e delle Sezioni unite della Cassazione 5072/2012 non contribuiscono certo a risolvere e che si pongono in stridente contrasto con la normativa dell’Unione europea.

Su questi punti, peraltro, insieme all’avv. De Michele, questo studio ha ritenuto di aprire nei prossimi giorni un’apposita sezione su questo sito che affronti la situazione complessiva del comportamento dello Stato italiano, senza dimenticare, oltre alla scuola, anche gli altri settori del pubblico impiego, comprese le società partecipate dallo Stato, Poste italiane per prima.

Tale sezione, lo si anticipa sin d’ora, ha l’obiettivo di trasformarsi in un sito autonomo dove le voci libere dell’avvocatura e di tutti coloro che hanno qualcosa da dire in merito e su tutti i problemi della giustizia in Italia ed in sede europea potranno trovare uno spazio comune per pubblicare le loro opinioni e valutazioni, attraverso anche commenti in tempo reale sulle più importanti decisioni della magistratura ed i provvedimenti legislativi e del Governo.

 

Roma, 7 luglio 2016                     

 Sergio Galleano

       Per approfondimenti si propone il filmato

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