Galleano | Incarico dirigenziale
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Incarico dirigenziale

Incarico dirigenziale

Incarico dirigenziale che prevede la revoca solo in caso di modifiche all’oggetto dell’incarico – revoca operata in ipotesi di riorganizzazione formale del Ministero – trasferimento a sede di minore importanza – illegittimità della revoca – irrilevanza dell’accettazione della nuova sede – Tribunale Trieste del 12.07.11 Testo

 

La sentenza in commento riguarda la vicenda si un dirigente pubblico che aveva avuto un incarico di un certo rilievo, relativo ad una parte di una regione del nord. Il contratto stipulato prevedeva una durata sino ad una certa data e la possibilità, per l’amministrazione, di procedere alla revoca dell’incarico in ipotesi di riassetto organizzativo del Ministero “qualora la nuova articolazione comporti modifica dell’incarico conferito con il presente atto”. In occasione di uno dei soliti cambi di ministro, il nuovo titolare procedeva ad una nuova classificazione degli incarichi dirigenziali sul territorio nazionale, prevedendo alcuni avvicendamenti, sostanzialmente legati alla necessità di premiare alcuni dirigenti rispetto ad altri.

Il dirigente in questione, per di più, aveva svolto egregiamente al sua opera nell’incarico affidatogli, criticando alcune operazioni speculative che avevano riscosso il plauso della stampa locale (che, non a caso, aveva immediatamente denunciato la “rimozione” di un dirigente scomodo) e che gli avevano comportato non poche inimicizie tra i politici locali.  La riorganizzazione, come spesso accade, riguardava solo gli aspetti formali della struttura, con cambio di denominazione dei singoli incarichi e aggiornamento della specificazione delle competenze.

Tale operazione veniva addotta a giustificazione della revoca anticipata dell’incarico conferito al dirigente in questione che veniva destinato a ricoprire un incarico in altra regione, incarico di minore rilievo che, peraltro, aveva già ricoperto in precedenza e prima che, per di più, lo stesso subisse una notevole riduzione di competenze e di compiti. Risultato vano ogni tentativo di bonaria composizione si è quindi impugnata la revoca dell’incarico e la conseguente illegittimità della assegnazione alla sede di minore importanza. Il Tribunale ha accolto la tesi del dirigente rilevando come l’operata riorganizzazione degli incarichi dirigenziali non aveva comportato  modifiche dell’incarico a suo tempo conferito e dunque la revoca era illegittima. Neppure aveva rilevanza la accettazione del nuovo incarico, fatta dal dirigente per dovere di ufficio e per evitare di lasciare un posto scoperto. La vicend\a evidenzia una classica situazione di abuso da parte della pubblica amministrazione, che si avvale del suo potere organizzativo per fini tutt’altro che riconducibili al buon andamento della cosa pubblica. La sentenza del Tribunale è stata confermata dalla locale Corte di appello nel dicembre 2013. L’amministrazione ha ora fatto ricorso in cassazione ed il relativo procedimento è tuttora in corso.

      Allegato 1- sentenza del 12/settembre/2011

Milano, 10 novembre 2014 Sergio Galleano.