Galleano | PRECARIATO PUBBLICO ITALIANO – AUDIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DEL 22 NOVEMBRE 2017
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PRECARIATO PUBBLICO ITALIANO – AUDIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DEL 22 NOVEMBRE 2017

PRECARIATO PUBBLICO ITALIANO – AUDIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO DEL 22 NOVEMBRE 2017

La discussione al Parlamento europeo sul precariato – Gli interventi degli avvocati De Michele e Galleano

 

Come si è già anticipato in un precedente articolo, il 22 novembre 2017 alle ore 14,30 si è tenuta in Commissione petizioni dl Parlamento europeo a Bruxelles la seduta sul precariato nei paesi europei.

Cliccando sul link alla fine di questo articolo è possibile seguire l’introduzione della Presidente della Commissione petizioni (circa cinque minuti) e, di seguito, gli interventi dell’avv. Vincenzo De Michele e dell’avv. Sergio Galleano.

Successivamente, dopo l’audizione della Commissione europea, che si è giustificata, con riferimento alla situazione italiana, affermando che avrebbe provveduto a leggere la riforma Madia alla quale aveva fatto cenno l’avvocato Galleano nel corso del suo intervento, denunciandone l’inadeguatezza per la soluzione del problema precariato pubblico italiano, sono nuovamente intervenuti sia l’avv. Galleano che l’avv. De Michele, stigmatizzando il comportamento inadempiente e tardivo della Commissione nei confronti dell’Italia.

Ciò in conseguenza anche del fatto che molte erano state le petizioni di agenti della Commissione che erano stati assunti a termine dalla Commissione stessa, in palese violazione della Direttiva. Ciò faceva ritenere che la Commissione abbia voluto chiudere un occhio nei confronti degli Stati membri proprio perché era la prima ad assumere dipendenti a termine per coprire posti stabili e permanenti nel suo organico.

Di seguito sarà pubblicata l’intera seduta, in italiano, nel corso della quale si segnala l’intervento di un parlamentare socialista francese che ha correttamente sollecitato una modifica della Direttiva UE 1999/70 sul contratto  a tempo determinato nel senso di prevedere misure che non siano limitate a sanzionare l’abuso operato nei confronti del singolo lavoratore ma riguardi anche la situazione in cui il datore di lavoro utilizza impropriamente i contratti flessibili per coprire dei posti stabili e permanenti nei quali dovrebbero essere utilizzati stabilmente lavoratori a tempo indeterminato.

Ciò è tanto più vero per quanto attiene le pubbliche amministrazioni.

Studio Galleano

Per vedere il video, clicca qui