Galleano | Pubblico Impiego
15478
page-template,page-template-full_width,page-template-full_width-php,page,page-id-15478,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1200,qode-theme-ver-99.1.1,wpb-js-composer js-comp-ver-5.0.1,vc_responsive

Pubblico Impiego

Pubblico Impiego

La difesa dei dipendenti nel settore del pubblico impiego presenta alcune particolarità che è bene tenere presenti.
Sino ad una quindicina di anni or sono, le difese dei dipendenti erano affidate al Giudice amministrativo (i TAR).
La trasmigrazione del contenzioso avanti al giudice ordinario del lavoro non è stata facile ed il processo è ancora in pieno corso.
Nei primi tempi ha influito sulla gestione del cause la pressoché generale (con poche lodevoli eccezioni) inesperienza dei giudici del lavoro in una materia ostica, complessa ed intricata, che presentava caratteristiche del tutto diverse dai rapporti di lavoro privati, dove le contrapposizioni tra datori di lavoro e prestatori erano più definite, conosciute e rese rassicuranti dalla presenza di una copiosa giurisprudenza a cui attingere le informazioni necessarie.
In questa situazione si è sovrapposta una speculare inesperienza del libero foro. Da un lato, gli avvocati che seguivano il diritto del lavoro privato poco capivano del settore pubblico e delle sue regole particolari, talvolta astruse; dall’altro i difensori che avevano seguito sino ad allora i pubblici dipendenti erano sostanzialmente amministrativisti, sicché il passaggio repentino dalla difesa degli interessi legittimi alla difesa dei diritti e dalla impostazione dei ricorsi di struttura prettamente impugnatoria alla predisposizione di atti di natura più civilistica, ha comportato notevoli difficoltà e altrettante incomprensioni, aggravando la confusione dei giudici del lavoro.
A ciò si aggiunga che, già allora, iniziava ad affermarsi la indecorosa campagna finalizzata a dipingere i pubblici dipendenti con i “fannulloni” privilegiati rispetto al lavoratore privato.
Il quadro che si è sommariamente descritto, aggiunto alla sindrome da “giudice amministrativo” che aveva iniziato ad affliggere i giudici del lavoro (che si muovevano con un “metus” nei confronti del pubbliche amministrazioni che certo non avevano mai avuto nei confronti dei datori di lavoro privati), comportarono che le cause del pubblico impiego avessero spesso risultati deludenti e del tutto imprevedibili.
Questo studio, pur avendo iniziato la sua attività occupandosi principalmente di contenzioso privato ebbe nella metà degli anni ’80, occasione di cimentarsi nella difesa dei lavoratori dipendenti dalla allora Amministrazione del Poste e del Telecomunicazioni e, successivamente, dei dipendenti del Ministero del Beni culturali, specializzandosi così anche nel pubblico impiego.
Questa esperienza ha così consentito, al momento della privatizzazione di Poste nel 1994 di affrontare l’inevitabile contenzioso che ne è sorto con la competenza del legale esperto di diritto del lavoro privato ma con una buona conoscenza anche di quello pubblico.
Allo stesso modo, nel 1998, quando tutte le cause relative al pubblico impiego sono trasmigrate avanti al giudice del lavoro, gli avvocati dello studio erano già in grado di spiegare con atti idonei al giudice l’oggetto della causa e, in udienza, ad interloquire con il magistrato in merito principi di diritto applicabili. Senza contare che, nel balletto iniziale della giurisdizione tra il giudice ordinario e quello amministrativo (che all’inizio vedeva l’uno declinare al propria competenza in favore dell’altro e viceversa), questo studio ha aiutato a fare chiarezza anche in sede di legittimità, peraltro “salvando” molte cause attraverso la presentazione congiunta, in quel burrascoso periodo, di cause avanti al TAR e al giudice del lavoro che poi hanno potuto essere recuperate e portate a conclusione una volta chiaritasi a chi spettava giudicare il caso specifico, attivando l’uno o l’altro dei procedimenti, evitando così decadenze spesso “tombali” di molte controversie.
L’irrompere poi dell’allora diritto comunitario nel nostro ordinamento (si pensi solo alla Direttiva UE 1999/70 sui contratti a termine, a lungo erroneamente ritenuta non applicabile al pubblico impiego), con il quale anche lo studio aveva avuto modo di cimentarsi in precedenza, ha consentito di svolgere efficacemente l’attività di difesa, con risultati spesse volte di notevole rilievo.
Ricordiamo qui le vicende di Poste italiane a cavallo della sua privatizzazione, in cui lo studio è stato uno dei maggiori protagonisti ed alcune delle maggiori controversie nel settore ministeriale, come gli avanzamenti di carriera disposti in occasione del revisione della classificazione contrattuale operata nel 1998, per arrivare alle vere e proprie “battaglie” per i precari, soprattutto della scuola, dove ora sta per giungere la sua inevitabile conclusione con il riassorbimento dei precari a seguito del procedimento in corso avanti alla Corte europea, dove lo studio ha partecipato alla difesa dei docenti e del personale ATA e per finire ai processi di ristrutturazione e riorganizzazione delle amministrazioni in corso negli ultimi anni, ivi compreso il blocco degli stipendi al 2010, ora ulteriormente confermato per il prossimo periodo.
Siamo quindi in grado di assicurare ai lavoratori del settore pubblico e delle organizzazioni interessate, una consulenza ed una difesa eccellente su tutte le problematiche del rapporto di lavoro, sia nelle cause individuali che in quelle collettive.