Galleano | IN RICORDO DELL’AMICO ALESSANDRO MELONI
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IN RICORDO DELL’AMICO ALESSANDRO MELONI

IN RICORDO DELL’AMICO ALESSANDRO MELONI

L’11 aprile scorso è morto, in un incredibile quanto banale incidente stradale, l’amico avvocato Alessandro Meloni.

Alessandro ho avuto modo di conoscerlo anni fa quando mi chiamò, dopo avere visionato il mio sito, per uno scambio di idee suoi contratti a termine, dei quali si occupava per i lavoratori aeroportuali di Meridiana e non solo, da anni, ottenendo successi che hanno stupito me ed il mio caro amico Vincenzo De Michele, che in analoghi giudizi, contro Poste italiane, avevamo ottenuto dalla Corte di cassazione, sentenze negative (ma ora siamo alla CEDU, con ricorsi che sono già stati dichiarati pienamente ammissibili).

Da qual momento iniziò un colloquio fertile ed una frequentazione continua, con il suo coinvolgimento in convegni ed incontri, con colleghi e giudici di cassazione, nell’ambito dei quali si mosse con la semplicità e la sincerità che reggevano le sue certezze di difendere la parte “giusta” nei processi del lavoro e che gli guadagnò il rispetto di giudici e giuristi.

Il colloquio proseguì nella richiesta a Vincenzo ed a me di intervenire in una serie di ricorsi in Corte di Cassazione che riguardavano la ricostruzione di carriera dei lavoratori Meridiana che si erano visti riconoscere la nullità dei contratti a termine che, invece, era state negata per i contratti di Poste italiane, nonostante la norma di legge fosse sostanzialmente la stessa (art. 2 comma 1 per gli aerei portuali, art. 2 comma 1 bis, per i postali).

All’epoca, infatti, Alessandro non era ancora cassazionista (ma lo sarebbe divenuto dopo poche mesi sia per anzianità professionale che, soprattutto, per il superamento del nuovo e difficile esame previsto dalle nuove norme sull’abilitazione ad esercitare in cassazione), e ci chiese così di discutere alcune cause particolarmente delicate che ebbero poi esito positivo, soprattutto per merito suo (si veda, su questa vicenda, il ricordo dell’avv. Vincenzo De Michele:http://www.europeanrights.eu/public/commenti/BRONZINI3-De_Michele_-_subordinazione_e_autonomia_nel_Jobs_act_e_nel_diritto_Ue_-_europeanrights.pdf ).

Le cause ebbero esito positivo e l’amicizia si consolidò attraverso continui incontri, colloqui e frequentazioni, che ci videro compagni a Strasburgo a seguire un corso di perfezionamento alla CEDU, partecipanti attivi a convegni giuridici in tutta Italia. Il tutto inframmezzato da momenti di viaggio, nel corso dei quali ci raccontammo le nostre vite e i nostri desideri, che si rivelavano sempre più coincidenti.

A volte non ci sentiva per settimane, ma ogni volta che ci rincontravamo o ci sentivamo, ricominciava un colloquio come se si fosse interrotto il giorno precedente.

Insomma, un rapporto normale e profondo di amicizia di cui solo ora, chi è sopravvissuto, può rendersi conto: prima era la normalità, il nostro modo di essere e di vivere.

Mi portò a vedere la sua casa, a Villasimius, della quale era orgoglioso e quella Villa, a Cagliari, al Poetto, dove sognava di andare ad abitare, in riva al mare. Momenti di serenità e di complicità che solo con un amico puoi vivere, anche solo stando insieme, in silenzio.

E, ovviamente, si parlava anche di lavoro, della cause che seguivamo, dei problemi giuridici, uniti dalla comune fede che difendere una certa parte sociale non era una scelta né politica né sociale, ma una condizione normale, nella quale ci trovavamo bene e sereni.

Alessandro ora non c’è più, ma l’immenso lavoro che ha fatto, le speranze che ha suscitato nei lavoratori da lui difesi con una tenacia che non ha eguali, la collaborazione con un sindacato che lo ha sempre lasciato libero di elaborare la sua genialità e le sue strategie, non potevano finire perdute.

E’ con questa convinzione, pur consapevoli che difficilmente riusciremo ad eguagliare il rapporto profondo che lui aveva con ognuno delle centinaia di clienti che a lui si affidavano con fiducia, di cui conosceva le storie di ciascuno e dai quali tutti era riconosciuto come amico, prima che come avvocato, che Vincenzo ed io ci siamo sentiti in dovere di tentare di raccogliere la sua eredità. Consapevoli che nessuno, men che meno noi, potremo mai sostituirlo ma, almeno, tentare di lenire la sua mancanza e rassicurarli che non saranno lasciati del tutto soli nel prosieguo del cammino, con la stessa tenacia che ci accomunava ad Alessandro.

Un ringraziamento a tutti coloro che ci hanno dato fiducia, cercheremo di non deluderli.

Ciao Alessandro, sarai sempre con moi!

Sergio Galleano