ALITALIA - ITA: CONTINUITA' O DISCONTINUITA' DOVE SIAMO ARRIVATI?

Il 19 marzo 2024, si è svolta avanti alla Corte di appello di Milano l’udienza di discussione di una delle cause intentate dai lavoratori Alitalia non transitati presso la nuova ITA e assistiti dal nostro studio.

Si tratta della prima causa di questo tipo ad essere dibattuta in grado di appello e nelle prossime settimane si terranno anche le udienze degli altri procedimenti instaurati dai diversi gruppi di lavoratori con il patrocinio di altri avvocati con i quali lo studio collabora sin dall’inizio delle vertenze in sede giudiziaria.

La Corte di Appello di Milano sarà, dunque, la prima Corte a pronunciarsi sul contenzioso, che vede impegnati i lavoratori della nostra ex compagnia di bandiera nel far affermare il loro diritto ad essere assunti presso ITA alle medesime condizioni del precedente impiego.

La vicenda è nota, ma è utile fare il punto.

Come tutti sappiamo, alla mezzanotte del 14 ottobre 2021 Alitalia compiva il suo ultimo volo e all’alba del giorno seguente ITA iniziava la sua attività di nuovo vettore aereo nazionale dopo aver rilevato dall’Amministrazione straordinaria di Alitalia SAI “tutti gli asset di volo”.

L’operazione fu fin dall’inizio tesa ad aggirare l’art. 2112 c.c., che nel caso di un trasferimento di azienda, o di un ramo di essa, impone anche il passaggio dei lavoratori alle dipendenze del nuovo proprietario, che diviene il loro nuovo datore di lavoro ed è tenuto a conservare per essi tutti i diritti già acquisiti e le medesime condizioni contrattuali.

Nel caso Alitalia/ITA, invece, si è cercato di nascondere il trasferimento di azienda sotto le mentite spoglie di una compravendita di beni materiali tra due imprese casualmente incontratisi sul libero mercato, che hanno trovato conveniente il trasferimento di “tutti gli asset di volo”.

L’effetto è stato quello di liberarsi dei lavoratori, lasciandoli in carico alla morente Alitalia, mentre ITA rimaneva libera di assumere i suoi equipaggi, composti al99,9 % da personale ex Alitalia (con tutti i problemi di discriminazione che ne conseguono), attraverso procedure e valutazioni unilaterali e con retribuzioni al limite della soglia di povertà, così bypassando il doveroso confronto con organizzazioni sindacali con le quali vanno concordatati i livelli retributivi.

Sul punto è nato un vasto contenzioso che ha impegnato i Tribunali di Milano, Roma e Busto Arsizio, per accertare se vi sia stato o meno passaggio di ramo di azienda da Alitalia ad ITA e se di conseguenza i lavoratori di Alitalia abbiano diritto o meno a transitare alle dipendenze della nuova compagnia conservandole precedenti condizioni contrattuali.

La giurisprudenza dei Tribunali interpellati è stata fin dall’inizio del tutto negativa per i lavoratori, considerato che gran parte dei giudici si erano appiattiti sulla posizione di ITA e Alitalia, che sventolavano un parere della Commissione europea dove si affermava la mancanza di continuità tra Alitalia e ITA ai soli fini degli aiuti di stato, fino ad arrivare alla sentenza n.6205/2023 del 26 luglio 2023 resa dal Tribunale di Roma con la quale sono state pienamente accolte le ragioni dei dipendenti Alitalia

Si è trattato del primo caso in cui il Giudice di primo grado ha svolto istruttoria testimoniale per accertare il reale contenuto della compravendita, ma soprattutto ha ordinato ad ITA di produrre in giudizio il “contratto di cessione del complesso di beni e contratti” concluso tra le parti in data14 ottobre 2021.

L’esito della causa è stato infatti determinato dall’ingresso nel giudizio di tale documento, che ha confermato tutte le allegazioni in fatto dei ricorrenti e smentitole difese avversarie, dimostrando la sussistenza di una vicenda circolatoria ex art. 2112 c.c.

A tale decisione ne sono poi seguite altre due (la sentenza n. 2783/2023 del Tribunale di Milano resa in data 08.09.23 e la sentenza n. 7767/2023 del Tribunale di Roma resa in data 13.09.23) anch’esse positive per i lavoratori.

Anche in queste due ultime cause i Giudici avevano ordinato alle aziende la produzione in giudizio del contratto di cessione tra Alitalia e ITA.

Nonostante queste decisioni, la giurisprudenza maggioritaria in primo grado è ancora favorevole alle aziende, ma tutto potrebbe cambiare se le Corti di Appello si pronunceranno in maniera positiva per i lavoratori.

Naturalmente lo Studio vi terrà informati su ogni evoluzione di questo importante contenzioso. 

Avv. Federico D'Elia