CONTRATTI A TERMINI: LA NORMATIVA REGIONALE NON PUO' DEROGARE A QUELLA NAZIONALE ED EUROUNITARIA

La Cassazione, con ordinanza n. 10458/2022, accoglie il ricorso di una lavoratrice della Regione Sardegna, osservando come la legge regionale in questione prevede sì la possibilità di stipula di contratti aventi come scopo la formazione o la riqualificazione dei lavoratori, ma non consente la reiterazione infinita dei contratti, del resto già scrutinata, con riferimento ad altra normativa della Regione Sardegna che consentiva l’assunzione a tempo determinato senza termine, dalla Corte costituzionale che, con sentenza 43/2020, ne aveva dichiarato la incostituzionalità.

La Corte precisa, infine, che le finalità politico sociali non possono essere perseguite con il distorto utilizzo dei contratti a termine, poiché «quel fine potrebbe essere assicurato, anche in modo più incisivo, mediante l’instaurazione di rapporti a tempo indeterminato, ove il contratto sia diretto a soddisfare esigenze dell’amministrazione prive del necessario carattere della temporaneità».

Sul punto si rinvia all’articolo dell'Avv. Galleano pubblicato sulla rivista Lavoro e previdenza oggi  

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