La ricerca della verità materiale: la pista probatoria.



Con la pronuncia in commento (ordinanza n. 33108 del 10 novembre 2022), la Corte di cassazione,  ha occasione di affermare che nelle controversie di lavoro – «e soltanto in queste – per la disparità socio economica che vi è sottesa e che si riflette sulla stessa configurazione giuridica del rapporto», permette al giudice del lavoro l’esercizio di poteri più rilevanti che gli consentono di sanare eventuali decadenze sino a «disporre d’ufficio “in qualsiasi momento” l’ammissione di ogni mezzo di prova, anche al di fuori dai limiti del codice civile, ad eccezione del solo giuramento decisorio».

Tale facoltà presuppone il solo limite dell’esistenza di una «pista probatoria» dedotta dalle parti «prescindendo quindi da preclusioni e decadenze già verificatesi». 

Leggi qui il commento integrale dell'Avv. Sergio Galleano, pubblicato su Labor - Il Lavoro nel diritto.