La Corte di Cassazione con una pronuncia recente ribadisce i principi fondamentali in tema di licenziamento ritorsivo e i provvedimenti del giudice per ristabilire la legalità violata In tema di licenziamento ritorsivo, è pacifico, in dottrina e giurisprudenza che il recesso del datore di lavoro si considera ritorsivo quando si concretizza in «un’ingiusta e arbitraria reazione del datore essenzialmente quindi di natura vendicativa a un comportamento legittimo del lavoratore e inerente a diritti a lui derivanti dal rapporto di lavoro o a questo comunque connessi» . Scarica il commento in PDF
Sull'analisi dell' ordinanza n.,28175/2021 vedi l’articolo di Sergio Galleano pubblicato sulla rivista Labor